Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Scritti giovanili 1912-1922

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Longhi, Roberto 50 occorrenze

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di bruno, su cui s'impastano il blu-verdastro e il rosso-granata della Vergine: accordo talmente gradito a Piero.

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pittura che non è poi quel miracolo di finezza e di spiritualità che s'è voluto fin qui, ma precisamente il contrario - contro quest'uomo la cui sola

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plastica e la cui comprensione viene perciò mirabilmente a taglio nell'esame di queste creazioni scultorie.

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Infine, è ora di dirimere una buona volta questa sciocca questione del soggetto per cui, così semplice, tanti si arrovellano ancora.

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impressionismo-organico invece che epidermico, infine. Si finirebbe per ridurre la reazione organica all'ambiente ad una colonnetta tortile da cui

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Un romanista che procede innanzi nel '600 e alla cui conoscenza il M. ha creduto di aggiungere qualche elemento attribuendogli due opere - una Cena e

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isolare dai maestri sivigliani posteriori, fino ad Alexo Fernandez in cui l'Italia mescidata col realismo fiammingo prelude il Romanismo.

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Dopo aver tentato di ricostruirsi nella mente quel che dovette essere la sucida crosta cui è ridotta la Flagellazione di Cristo del Merisi in San

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Chi è adunque questo amanuense d'eccezione, il cui accento personale è qui, forse, nella maggior liquidità impressa all'impasto e alle ombre del

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I nomi di Flinck, di Bol, di de Koninck e persino di Maes parrebbero più appropriati che quello di un romano, in un tempo in cui la vena più schietta

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qualche riga sulle relazioni tra Vermeer e la scuola di Utrecht - la scuola caravaggesca di Utrecht - le cui conseguenze critiche saltano, come si dice

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Ma sono, queste, ricerche di forza in cui il temperamento un po' debole, seppur vivo ed arguto, del nostro pittore non può ostinarsi. Né bisogna

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Ogni cosa, insomma, in quest'opera con cui intendiamo, per ora, di por fine allo studio particolare delle opere del Nostro, rivela la calma

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La Lucrezia è un po' fredda di carni, ma ha brani magistrali nei tagli di sete, e prospettive pavimentarie di cui la Gentilesca si teneva assai.

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Per cotesta via non si procede. Né per l'altra del puro colore in cui da tempo camminano i veneziani. Poiché nel suo significato puramente artistico

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Dalla trattazione speciale che il M. dedica a questi lombardi e da cui avrebbero potuto risultare conseguenze di prim'ordine, si ricava invece poco

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Questo potrebbe essere manco fondamentale, ma anche il melanconico risultato dell'estetica nuova, il cui solo grande merito fu di campire liricamente

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L'autore, dopo essersi rallegrato che lo studio del '600 sorga in un momento in cui le discipline storico-artistiche sono ormai raffinate, passa a

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Ferabosco veneziano, di cui porta il nome *.

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, cui seguivano i meno dotati.

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Nei primi cinquant'anni di «seicento» i liguri i cui nomi suonano oggi di armatori o di industriali; come sarebbe dire Assereto, Ansaldo, De Ferrari

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gruppo d'opere sulla cui genuinità basare la valutazione estetica dell'artista.

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La «prospettiva a ranocohia» ovvero «ranocchia-prospettiva» è la deliziosa parola composta con cui lo svedese Josephson vorrebbe s'indicasse in

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In un vaso sarebbe rappresentato Tai-Peg, condottiero turco, il cui nome ricorre in vari oggetti. Altrove è la figura di Nagini fra le zampe

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Le osservazioni del B. B. sono originate da due libri: quello di E. A. Parkyn : «An Introduction to the Study of Prehistoric Art» (London, 1915), cui

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Il Conway studia poi alcuni dei dittici bizantini contenuti nel tesoro, i reliquari fra cui bellissimo quello della Croce per cui rifiuta

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Non mancavano poi i veneziani il cui gusto era sempre vivo e producente per tutta la scuola meridionale, e ricorrono i nomi di Tiziano e di Lotto

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È quel desco da parto che il Berenson, quando lo vide vent'anni fa in una collezione privata parigina, attribuì a Matteo di Giovanni, e per cui il

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Muñoz avrebbe potuto molto apprendere dal modo con cui certi passaggi di stile furono rilevati, nello studio di quel periodo, da Alois Riegl.

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D'altronde son così antichi i giorni in cui Besnard poteva indrappellarsi inavvertitamente fra gli impressionisti, e passare per loro rappresentante

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Mi avvio allora nella sala di Moggioli, il buon pittore trentino, morto da poco. Un giovine che come Spadini, cui appare mirabilmente congeniale

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Viene il momento, è vero, in cui certe testimonianze d'arte, sebbene più recenti, sono nell'opinione comune troppo egregie per non trovar grazia

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letteraria, la cui relazione con l'oggetto che la determina è spesso accidentale, è discorso assai più scabroso ed immodesto.

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tanto, nel difetto della critica pseudo estetica, sostituendo cioè all'opera d'arte figurativa una rappresentazione estetica il cui valore va

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qualche arcaismo maggiore nei modi con cui sono segnate le pieghe sul panno da capo della Vergine, per l'impiego del chiaroscuro alquanto più placido

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siamo ancora in timidi istanti in cui la grazia, tuttavia, tenta di scusare la devozione, anche negli adulti.

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Un ritratto di dama ascrivesi per figura allo stile di Paolo Veronese da cui n'è lontanissimo, tenendo più del gusto di Tiziano in tempo di gioventù

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Per trovarci in Napoli cadrà in acconcio passare in Sicilia, e dirVi che l'autore della tanto leggiadra Sant'Agata cui in cui sì bell'aria si volge

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La vedevo troppo cantarinesca per poter essere del Cavedoni, e già la sospettavo del Torri [cui più tardi la restituii insieme con lo Studio per il

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Feci osservare che la sigla L. G. signifìcava Luca Giordano cui infatti il quadro venne restituito nella seconda edizione al n. 484 A.

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Nella seconda edizione (902) così era definita la Famiglia Sartorio del Museo Civico di Modena, per cui si veda anche a: LONGHI, ALESSANDRO. (prima

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Un capitolo a parte serve al Cristo della Minerva per cui il T. prova un'ammirazione illimitata.

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di Giotto, che, come tutti sanno, inizia quella corrente capitalissima dell'arte fiorentina, per cui il colore è d'importanza secondaria: e così in

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vaghissime tinte gotiche: e nella Battaglia di San Romano gli appare tanto ammirabile il bassorilievo entro cui sciano i cavalli di alabastro sfaldato, in

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prospettici: intonate le loro superfici nella luce diurna e diafana di Domenico Veneziano cui Paolo Uccello non era giunto e avrete - ciò è noto - Piero dei

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schemi geometrici che s'intravede persino negli affreschi in cui l'esecuzione fu affidata ad aiuti.

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. Per giungere a questo non doveva che riprendersi al punto in cui Piero aveva lasciato il problema; e dare assolutezza ai particolari di cui Piero non

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È certo che dopo un periodo Mantegnesco, o in genere padovano, in cui Alvise ci dà delle secche e mediocri produzioni e Bellini qualche capolavoro

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Vediamo allora se gli elementi mantegneschi e la loro trasformazione nel polittico si accordino con Giovanni Bellini, di cui l'opera qualitativamente

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Per me, adunque, risulta chiaro che l'autore del polittico di San Giovanni e Paolo è Giovanni Bellini nel periodo in cui sta riformando lo stile

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